martedì 27 ottobre 2009

Gli anglicani tornano… penitenti sulle vie di S. Pietro

Mentre una cospicua parte del mondo va in rovina, tra terremoti, rave parti, droghe, balli, sballi, stupri, violenze, guerre, rancori e reati di ogni tipo; mentre parte del mondo mussulmano continua imperterrito nella sua sfrenata corsa verso il fondamentalismo terroristico; mentre il glorioso antico continente europeo continua la sua folle corsa verso il nichilismo collettivo; mentre gli italiani si dividono su tutto anche sul sapore della…pasta e fagioli, ecco una Lieta Novella: milioni di sudditi del Regno di S. Maestà britannica… tornano penitenti sulle vie di S. Pietro! “E’ l’inizio di una nuova era”-titolava il 20 ottobre u.s il quotidiano “The Daily Telegrafh. “ Una notizia storica, stupefacente; una decisione di “suprema audacia e generosità da parte di Benedetto XVI” che farà arrossire di vergogna gli atei devoti del babelico mondo politico italiano di ogni colore politico.
E’ la prima volta dalla Riforma protestante del XVI secolo che una comunità così ampia ha maturato il desiderio di tornare in comunione con il Pontefice Romano riconoscendolo come legittimo successore del pescatore della Galilea. La posta in gioco è altissima; trattasi di una comunità di 80 milioni di credenti sparsi in India. Africa, Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia che ebbe origini nel 1536 dopo la scomunica di Enrico VIII a causa del suo divorzio da Caterina d’Aragona per sposare Anna Bolena. Un ripensamento, un cammino a ritroso di quattro secoli, da quando i figli di Albione sull’onda del riformismo si staccarono dalla Chiesa Madre di Roma per ora farvi ritorno come nella parabola del Figliol prodigo. Una rivoluzione culturale destinata a cambiare la mentalità laicista figlia della mattanza della tanto decantata rivoluzione giacobina che da Rousseau a Lutero, da Heghel a Marx e Hitler ha fatto da battistrada a tutta una serie di perversa ingegneria sociale. Una sconfessione di una mentalità finora erroneamente dominante che ha sempre considerato i paesi anglosassoni all’avanguardia del progresso perché figli della Riforma, rispetto ad altri paesi incluso il nostro, figli della controriforma. La spaccatura nella chiesa anglicana si è accentuata dal 1988 per la crescente contrapposizione tra la corrente liberal chic ed i fautori della fedeltà alla tradizione evangelica. Uno scontro intorno al sacerdozio femminile, alla nomina del vescovi omosessuali e del riconoscimento delle nozze gay con una liturgia che vuol benedire le nozze tra persone dello stesso sesso. La notizia che ha fatto il giro del mondo, ha subito suscitato degli interrogativi. Come farà la Chiesa Romana ad accogliere preti sposati ? Il Papa come sarà accettato dagli anglicani? Interrogativi legittimi che il cammino ecumenico della chiesa si è posto fin dagli inizi con tutte le altre confessioni dei fratelli separati e che ha già raggiunto positivi risultati tra Benedetto XVI e il Patriarca Alessio II nel 2006. Benedetto XVI, nei prossimi giorni renderà nota una Costituzione apostolica, con la quale autorizzerà nuove strutture ecclesiali come gli “Ordinariati personali” finora non previsti dal diritto canonico per accogliere chierici e fedeli anglicani che desiderano entrare nella piena e visibile comunione con la Chiesa cattolica.
La notizia è stata anticipata recentemente dal Cardinal Levada, prefetto della congregazione della dottrina della fede, che ha illustrato alcuni contenuti dell’iniziativa. I chierici ed i vescovi ex anglicani anche sposati che desiderano abbracciare la fede cattolica, nella fedele obbedienza al papa, saranno canonicamente inquadrati sotto forma di “Ordinariati personali” con le singole conferenze episcopali locali simili agli ordinariati militari già esistenti. Una struttura che consente agli ex anglicani specie quelli operanti nel mondo di cultura anglosassone, di sottostare ad un proprio ordinario e non al vescovo della diocesi. Si tratta quindi di uno “status” d’indipendenza rispetto alla struttura diocesana simile alla Opus Dei per la quale esiste una speciale prelatura per cui i sacerdoti anglicani sposati potranno essere ordinati sacerdoti cattolici. I vescovi sposati potranno diventare solamente sacerdoti, mentre i seminaristi anglicani potranno portare a termine il loro percorso di formazione entrando nell’ordine sacro dopo attenta valutazione. Si sottolinea infine che la stessa liturgia anglicana potrà “conservare elementi dello specifico patrimonio spirituale e liturgico anglicano”. I preti anglicani sposati che entreranno a far parte della Chiesa Cattolica saranno equiparati ai sacerdoti cattolici di rito orientale. Nulla cambia per i sacerdoti di rito romano. La pratica del celibato non è “lex divina”, ma “lex ecclesiae”. Nella Chiesa Romana il celibato fu reso obbligatorio nel 386 e tale rimane, per meglio servire la chiesa e i fratelli. Non si può immaginare un S. Antonio o un Padre Pio sposati con i figli. A tutti però è dato di servire il corpo mistico di Cristo secondo i propri talenti, a cominciare dai laici ai quali la “Lumen Gentium” riconosce che in virtù del battesimo, ogni cristiano “ha il dono regale, profetico e sacerdotale”. Il Concilio Vaticano ha stabilito al servizio della chiesa ciascuno è convocato con i propri doni e carismi. Però, alcuni laici/che anche sposati sono chiamati, dopo particolari corsi di studi, a dare un apporto particolare come diaconi, Lettori, accoliti, ministri straordinari dell’eucaristia, docenti di religione. Ora si attendono notizie ufficiali e approfondimenti di Benedetto XVI. A nessuno può sfuggire che la storia italiana e quella europea ha una comune identità nata dall’incontro creativo tra la tradizione del mondo classico e il Vangelo. La Chiesa di Roma, malgrado indubbi errori del passato, ha sempre svolto un ruolo fondamentale per lo sviluppo dell’uomo e della civiltà. Tra i tanti eventi negativi che hanno influito sulla storia contemporanea emerge, senza dubbio, il grave fenomeno della scissione protestante che spaccando l’unità spirituale dell’Europa, ha dato seguito ad una profonda aridità del sentimento del sacro. L’onda anticattolica, indebolendo l’animo degli innocenti e dei puri di cuore, ha rafforzato l’Islam approdando nel cuore dell’Europa aprendo la strada ad un progressivo distacco dei popoli dalla rivelazione del Cristo morto e Risorto. A nessuno sfugge che si è caduti del becero secolarismo radicalmente incompatibile con la fede. Una gioventù ubriaca anzi drogata dall’esaltazione dei nuovi idoli è sotto gli occhi di tutti.
Il processo di secolarizzazione attentando all’unità della Fede, ha provocato il festival delle fratture, cioè la contrapposizione tra Vangelo e Chiesa, Cristo Storico e Cristo della fede, tra storia e dogma, tra autorità e libertinaggio, tra fede e ragione, verità e coscienza. Nel contesto dell’attuale crocevia dell’umanità, le presenze degli ultimi Pontefici romani da Paolo VI a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sono stati tra i più decisivi che hanno abbattuto i muri dell’odio (Berlino) e delle reciproche diffidenze con i fratelli separati aprendo la strada ad una nuova Pentecoste per far argine all’ateismo invadente e al materialismo scristianizzante.

giovedì 21 maggio 2009

Segno dei tempi, il Papa apre ufficialmente al web 2.0: nasce il portale “Pope2You"

Il 24 maggio, in occasione della giornata mondiale delle comunicazioni, aprirà ufficialmente i battenti Pope2You.net, il sito tramite il quale Benedetto XVI si metterà in contatto direttamente con tutto il popolo di Internet. Una svolta a dir poco storica. Il sito sarà in diverse lingue e userà tutti gli strumenti del web 2.0, da YouTube a Facebook. In questo video già caricato proprio su YouTube è Monsignor Celli a spiegare il progetto di Pope2You.net.

Guarda questo indirizzo:

http://www.pope2you.net/




venerdì 20 febbraio 2009

LA Shoah, il silenzio di Dio e il mistero del Popolo ebraico ?

Il seguente mio editoriale è stato pubblicato sulle colonne del quotidiano L’Attacco, dopo le dolorose dichiarazioni dell’Arcivescovo scissionista Willemsen, subito stroncate dal Pontefice Benedetto XVI. La storia del popolo ebraico è affascinante e misteriosa perché è strettamente legata alla terra dove è nata la Vergine di Sion. La storia della Salvezza non …può fermarsi all’Antico Testamento ma al Nuovo perché ne è il compimento. La Prova? Sono oltre mille le apparizioni della florida ragazzina di Galilea, promessa sposa a Giuseppe, prescelta da Dio come Madre del Redentore. Luca nel cantico del Magnificat così la sublima:


L’anima mia magnifica il Signore,

e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore,

perché ha guardato l’umiltà della sua serva.

D’ora in poi tutte le generazioni

Mi chiameranno Beata…


Se vuoi approfondire molti aspetti di alcune tra le più scioccanti Apparizioni mariane ricordati di leggere il mio libro L’uomo, il silenzio di Dio, i dolori della Vergine. Per esempio, Fatima rappresenta un messaggio straordinario che a distanza di 90 anni si ricollega alla nostra traballante vita quotidiana. Fatima è venuta ad evangelizzare anche il nostro…secolo, così come i Messaggi delle Apparizioni precedenti si sono riferiti…ai rispettivi contesti storici. Per saperne di più contattami al seguente indirizzo e- mail: gilberto.regolo@fastwebnet.it.


In questi giorni abbiamo assistito ad una ripresa della polemica sui misteri della Shoah, come se l’Olocausto consumato ad opera di Hitler possa esaurirsi in un mero conteggio da bottega sulle cifre delle vittime e sulle modalità dell’uso dei gas nervini. Una polemica stucchevole, che spunta come un cavolo a merenda da parte di un vescovo scismatico, polemica non nuova, subito stroncata da Benedetto XVI riproponendo che la Shoah rimarrà nei secoli un obbrobrio anche se nei campi di sterminio ci fosse stato un solo uomo al posto dei discussi 6 milioni di ebrei.

Ciò che va subito precisato è che i carnefici di Hitler, non hanno inventato nulla. Le persecuzioni contro il popolo ebraico non sono nate dal nazismo, ma ha radici risalenti a molti secoli prima della Crocefissione di Cristo sul Gòlgota; è una storia infinita, una sorta di telenovela terribile ed umiliante che ci viene ciclicamente riproposta, ciascuna legata al momento storico, a partire dall’Egitto dei Faraoni, a quello greco- romano, per proseguire fino ai nostri giorni con Hamas.

Nella Bibbia, si legge come Mosè, legislatore degli ebrei del XIII secolo a.C, ebbe da Yahweh l’incarico di liberare gli ebrei dalla schiavitù, guidandoli verso la terra promessa dopo aver attraversato miracolosamente il Mar Rosso. Nel 70 d.C , mentre si consumavano le prime mattanze contro i seguaci di Cristo da parte dei romani, l’Imperatore Tito mette a ferro e fuoco Gerusalemme con il suo Tempio dando origine alla famosa diaspora ebraica nel mondo. Una parte degli ebrei fu relegata a Cesarea, un’altra deportata a Roma ( proprio come i vagoni…di Hitler) per la costruzione forzata del Colosseo ed il resto venduta come schiavi. Il traffico degli schiavi ebrei è passato alla storia come il Pidion-ha-shvenim ossia “riscatto dei prigionieri" Solo nel 313 quando Costantino emise l’editto di Milano ebbe fine la persecuzione dei cristiani e degli ebrei che avevano spesso condiviso le sofferenze e il carcere. Ma anche questa fu di breve durata, perché l’ansemitismo si estese in quasi tutti i paesi europei. Nel medioevo, gli ebrei con la scusa di avvelenare i pozzi, erano già ghettizzati in molte capitali europee, recintate da alte mura con una sola porta d’ingresso. Il libro di Antonio Giordano, stampato da Schena editore di Fasano con prefazione di Gianfranco Fini, da me presentato a Foggia nel 2005 con il prof. F. Saverio Russo presso il Palazzotto dell’Arte alla presenza del capo dei rabbini di Trani, ci fornisce uno spaccato di ricerche rigorose sulla travagliata persecuzioni degli ebrei. Nel 1880 nella sola Germania furono uccisi 200 mila ebrei con la scusa di diffondere l’epidemia; in Francia il pregiudizio contro gli ebrei alimentato dal famigerato Guèrin, toccò il suo apice nel 1899 con il famoso processo Dreyfus, ufficiale francese di origine israelita, ingiustamente accusato di spionaggio in favore della Germania. La forte crisi economica della seconda metà del XIX secolo chiamò in causa gli ebrei, perché considerati capitalisti finanziari mondiali. Proudhon, filosofo del socialismo, si scagliò contro gli ebrei definendo la proprietà un furto, aprendo così le porte alle postume accuse di Hitler che incolpò il sionismo della sconfitta tedesca nella Grande Guerra.

L’antisemitismo del XX secolo, sulla base di siffatti precedenti si spinge più in là, fino a considerare gli ebrei come causa prima dei mali che affliggono la società contemporanea. Il libretto de I protocolli degli Anziani di Sion divulga la tesi che esiste un governo mondiale ebraico che operando nella segretezza, ha l’obiettivo appunto di instaurare il dominio ebraico nel mondo, operando con tutti i mezzi specie quelli finanziari di cui ne sono possessori. Oggi non sono pochi coloro che si chiedono quali siano stati i veri motivi di questo incredibile “falso storico”. Tra le ipotesi c’è quella che fa scaturire i Pogrom da una lotta di potere che si scatenò nella corte degli Zar dove si pensò di usare l’arma della propaganda antisemita che costrinse 1 milione d'ebrei a lasciare il territorio. Quando nel 1933 l’autore di Mein Kampf andò al potere, era talmente assetato di odio che pose le basi delle leggi razziali del “35 per poi giungere alla “soluzione” finale dell’Olocausto. Tre anni dopo, Mussolini che fin dal suo sorgere, aveva messo nel suo governo non pochi ebrei, ormai succube di Hitler, faceva approvare le leggi razziali antiebraiche che giunsero del tutto inattese e che ferirono l’anima italiana. L’Italia comunque è uno dei paesi europei che grazie anche all’apporto della Chiesa risulta tra i più comprensivi e tolleranti verso gli ebrei.

Come mai il popolo ebreo dopo 40 secoli di persecuzioni culminate con l’Olocausto riesce a sopravvivere con la sua identità, la cultura, la sua fede a differenza di altri popoli o etnie del tutto scomparse o trasformate? Come mai 5 milioni di abitanti del nuovo Stato d’Israele riescono a difendesi e progredire accerchiati da un immenso mare di arabi e mussulmani?

Una risposta convincente ci viene dal Pontefice Magno Giovanni Paolo II che è stato uno dei primi Papi a spiegarci questo Mistero del popolo ebraico. Nel discorso del 28 ottobre 1985, dopo aver citato “Nostra Aetate” nelle diverse ingiustificate manifestazioni di antisemitismo anche da parte di settori minoritari della Chiesa, “invita i cattolici a scegliere la via della riparazione allo scopo di stabilire una relazione permanente con il popolo fratello dell’Alleanza. Il Salvatore dell’Umanità- dichiara Woythila- è il Fondatore della Chiesa, ma è il MESSIA promesso al popolo ebraico confermato dalle scritture di questo popolo. Tra la Chiesa ed il popolo ebreo esiste una religione di parentela…solo con questa comunità, nonostante le nostre relazioni con altre religioni. Questo legame può essere definito “sacro e radicato nella misteriosa volontà di Dio”

Cade così l’accusa di “Deicidio”? certo. Il sangue dell’innocente versato da Gesù di Nazareth è una “felix culpa” perché con quel sangue siamo stati tutti redenti. “Cristo uomo incarnato…ha dato se stesso come prezzo del riscatto…” ( 2.Timoteo,2,61). Se dovesse rimanere in piedi l’accusa di “Deicidio”…non si salverebbe nessuno dei cristiani visto che noi lo rinneghiamo ogni giorno. Del resto GESU’ di Nazareth è ebreo di nascita, della discendenza di Davide, figlio di Iesse; sua madre che lo ha incarnato è la VERGINE DI SION, gli apostoli da lui prescelti sono tutti ebrei, i profeti, tra cui Isaia che hanno annunciato la venuta del Messia sulla terra, sono tutti di origine ebraica. I 4 evangelisti sono semitici. Pietro, al quale gli fu rimesso il compito di Capo della Chiesa è ebreo. Paolo, l’Apostolo delle Genti, folgorato da Gesù sulle vie di Damasco è un accanito rabbino anticristiano ligio agli insegnamenti della Torhà come potrebbe essere oggi il rabbino Di Segni della Sinagoga romana di Viale Trastevere. Perché molti aspettano ancora… il Messia? La risposta ce la dà Giovanni :”Egli era nel mondo e il mondo fu fatto per mezzo di Lui, ma il mondo non …l’ha riconosciuto”(GV.1,10). Fino a…quando?

giovedì 12 febbraio 2009

Apparizione Madonna di Lourdes

Ieri, 11 febbraio, ricordiamo l'apparizione di Maria a Lourdes, segno di speranza per milioni di ammalati. Sono proprio loro, i fratelli ammalati, ad essere oggi al centro della nostra riflessione e della nostra preghiera: sentano vicina la presenza consolatoria della madre di Dio.

"Ma chi, come me, fatica a pregare, si perde appena inizia a recitare una formula...La preghiera non è una lista di richieste a Dio,...la preghiera non è necessariamente legata al desiderio e alle voglie...Accade ... la preghiera diventa silenziosa presenza che riempie e motiva la vita."

don Paolo Curtaz

giovedì 25 dicembre 2008

IL CASO ELUANA: L’EUTANASIA E’ UN DELITTO NON UN DIRITTO

RIPRISTINATA IN ITALIA… LA PENA DI MORTE?
Abbiamo abolito la pena di morte per i colpevoli condannati con tre gradi di giudizio; la manterremo per gli innocenti senza un regolare processo, senza condanna e senza una legge?La decisione della corte di cassazione di Milano che in “nome e per conto del Padreterno” ordina di sospendere l’alimentazione e l’idratazione di Eluana Englaro, senza possibilità di appello, senza una legge approvata dal parlamento e ratificata dal popolo sovrano, è una bestiale condanna a morte in nome del delirante culto della Dea Libertà.In tutta questa dolorosa faccenda che scuote la coscienza di ciascuno, emerge ancora una volta l’urgenza di dare innanzi tutto una risposta al significato della nostra vita, ristabilendo un rapporto tra questa e il mistero dell’eternità. La morte per eutanasia così come l’aborto, prima di ricorrere ad una legge dello stato per creare nuovi boia a nostre spese, dovrebbe indicare quali sono gli effettivi confini tra la vita e la morte, alla luce della Fede. La proposta di abolire l’accanimento terapeutico di fronte agli stessi malati terminali è una proposta impraticabile, prima perché, l’uomo avverte l’estremo bisogno di aprirsi al mistero della vita; poi perchè ogni giorno la ricerca scientifica ci porta alla scoperta di nuovi farmaci e terapie. L’abolizione dell’accanimento terapeutico, presto o tardi finirà per essere una scusante com'è avvenuto con la famigerata legge 194 che condanna a morte bambini innocenti nel seno materno. Il nascituro d'uno o due mesi di vita è forse meno “essere umano” di uno che raggiunge i 4, i 5 o i 9 mesi? Nel caso poi di Eluana che a seguito di un grave incidente vive con un sondino che permette l’alimentazione e l’idratazione, a nessuno è concesso, tanto meno ad un padre, di affermare che tutto ciò sia accanimento terapeutico contro natura. La risposta più convincente a tutti i bigotti infarciti di giacobinismo ci vengono dalle religiose che da anni hanno assistito la povera Eluana: Se c’è chi la considera morta, supplicano, lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva. Non chiediamo nulla in cambio, se non il silenzio e la libertà d'amare e donarci a chi è debole, piccolo e povero”. Allora perché escludere un altro miracolo come quello eclatante di Gianluca Sciortino, ritornato alla normalità dopo un lunghissimo coma irreversibile?In realtà il vero nodo da sciogliere che sta minando le fondamenta della nostra civiltà, è quello di affrontare il travaglio di una cultura che ridefinisca il concetto d'uomo. Papa Wojthila, riferendosi al cap. 3° della Genesi ci avverte sui pericoli di Adamo, quando riferendosi all’invito del diavolo, ricorda: “Si aprirebbero gli occhi vostri e diventereste come Dio”. In queste parole noi troviamo tutta la tentazione dell’uomo moderno per metterlo in opposizione a Dio fino alle forme estreme in cui il Maligno ha trovato oggi il contesto storico più adatto. L’uomo d’oggi pur di realizzare il mito della propria libertà si riduce a dar sfogo ad ogni forma di brutale istintività. La cultura della droga di massa, dell’edonismo, del relativismo, dell’abortismo e dell’eutanasia, sottratta da ogni legge universale, è giunta ormai ad una violenta ed incontrollata appropriazione di tutto quanto ci circonda, si tratti anche dei propri cari, con il pretesto di lenire il dolore.Eppure nessun uomo potrà mai lenire il dolore ed evitare la morte: questa è la croce di chi la disprezza. Nessun dolore è tragico, tragica è la cecità e la durezza dei cuori, perché ogni morte ha la sua resurrezione.L’uomo non nasce dai laboratori del dottor Jekil, ma è un grandioso progetto di Dio che non si può manipolare. Solo l’uomo, a differenza degli stessi animali, è capace di sopprimere il suo simile in maniera calcolata, con o senza leggi, compiacendosi alla fine del male compiuto. Una nuova legge sull’eutanasia ha il rischio di scimmiottare anche da noi i lager sanitari dei Paesi molto…Bassi, togliendo ogni rispetto che si deve alla dignità della persona e alla sacralità della vita con il pericolo di estendere la pratica anche su soggetti meno a rischio come avviene con l’aborto diventato un mezzo contraccettivo e di pianificazione di massa.Giù le mani dei boia ! Andiamo pure via da questa terra, ma con la speranza di vivere e non per scomparire all’orizzonte come scarafaggi!

venerdì 28 novembre 2008

Giudizi critici

Ecco i principali giudizi critici sull’opera “L’uomo, il silenzio di Dio, i dolori della Vergine” presentata a Foggia il giorno 11 gennaio 2008, da Padre Angelo Marracino, Padre Giancarlo Li Quadri, Padre Luigi, Mimmo Ardu e Ugo Ferrantino :

“Nel suo libro Gilberto Regolo ti fa vedere e capire chiaramente “verità” “errori”, “situazioni”,”pericoli”,”mali” o “danni”che si consumano sotto gli occhi tanto del passato che del presente. Scorrendo il suo libro si comprende subito quanto influsso abbia avuto lo spirito francescano nella sua formazione non solo religiosa, ma anche culturale…” P. Angelo Marracino

Gilberto Regolo con questo saggio storico e mariano ha obbedito a quella vocazione dei fedeli laici che in virtù del battesimo sono chiamati con i talenti ricevuti, a lavorare nella Vigna del Signore, cosi come scrisse papa Giovanni Paolo II, nella Sua Esortazione apostolica” Christifideles laici” P.Giancarlo Li Quadri.

“Con questo libro, Gilberto Regolo, già ministro Ofs, si contraddistingue per la sua coraggiosa difesa, senza se e senza ma, a favore dei Valori che il Magistero della Chiesa ha sempre professato” Mimmo Ardu.

“L’autore, in un flescebach di 190 pagine che invita ad una facile lettura, è riuscito ad evidenziare l’intreccio tra i grandi e dolorosi eventi della storia umana e le Apparizioni più eclatanti della vergine di Nazareth”P. Luigi Lauriola.

“In un’epoca in cui tutto sembra cadere a rotoli, in un mondo dove la cattiveria impera, ecco spuntare un libro controcorrente con un messaggio di pace e di speranza: quello della fede cristiana. Gli echi delle principali apparizioni della vergine,descritti dall’autore in questo splendido volume anche illustrato, sembra voler preannunciare l’attesa escatologica. Lucia Lopriore (Ricercatrice)

“Interessante, ricco di contenuti e di citazioni del Magistero, vero nella denuncia dei mali interni ed esterni alla chiesa. Il filo conduttore del libro di Gilberto Regolo è l’
assoluta certezza che Gesù Cristo è il Signore dell’universo, il Signore di tutta la storia, è l’Alfa e l’omega, è l’unico Dio e vero che ama e che salva. E’ da questa certezza granitica che ogni buon cattolico deve giudicare tutti gli eventi”…Marcello Iuliani.

Gilberto Regolo, saggista e giornalista è l’autore di questa opera originale, il quale con passione e competenza riporta la cronologia di alcuni eventi del passato, per giungere con un’ampia e graduale serie di argomentazioni, alle tragiche realtà che si consumano quotidianamente sotto i nostri occhi. Le Apparizioni mariane inserite abilmente dall’autore, nei vari contesti storici del travagliato cammino dell’uomo, aprono la porta alla Speranza. Maria di Nazareth è il “ponte” di comunione tra cielo e terra, tra l’ Eterno e le creature per soccorrere- nei limiti del libero arbitrio- l’umanità smarrita riscattata dal sangue di Suo figlio”
(Giornalista, On. Cosmo Sallustio Salamini) dal Periodico “L’Attualità”

“Appena ho avuto il dattiloscritto tra le mani, mi sono sentito subito attratto e quasi coinvolto dalla materia ivi abilmente trattata. Eppure avevo dato, come sono solito fare, solo una sbirciata all’indice. Letto in tutta fretta il primo capitolo, sono passato quasi istintivamente, al secondo e poi a tutti gli altri. Il titolo del capitolo seguente mi sembrava ancor più interessante del precedente e così mi sono fermato, soltanto quando sono arrivato alla fine del testo”
Padre Angelo Marracino. (Ordine dei frati minori conventuali della provincia monastica di Foggia, Bari, Campobasso)

Nello spirito di un’antica amicizia con il prof. Gilberto Regolo, avendone sempre apprezzato le sue doti culturali ed umane, non ho avuto alcuna esitazione di chiedere all’Assemblea del Consiglio della Provincia di Foggia, la concessione del Patrocinio dell’Ente, per la pubblicazione del presente volume “L’uomo, il silenzio di Dio, i dolori della Vergine”; nella convinzione di trovarmi di fronte ad un’Opera coraggiosa ricca di testimonianze di fede e d’insegnamenti, in un mondo che mostra segni sempre più preoccupanti di decadenza e smarrimento.
Il Saggio, nel contesto della storia universale della salvezza, non tralascia opportuni riferimenti alla storia mariana della nostra città, della nostra provincia e della nostra Puglia, aprendo alle future generazioni nuovi orizzonti di Speranza e di riscatto.
Un libro che merita sicuramente di essere letto e meditato.
Dott. Sergio Clemente
Presidente del Consiglio della Provincia di Foggia

lunedì 22 settembre 2008

Il commento di Lucia Lopriore (Ricercatrice), nota in campo nazionale per le sue ricerche storiche, rappresenta una delle migliori recensioni, tra le più approfondite e spontanee.
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